“Il benessere e la libertà di cui godono dovrebbe renderli più intelligenti, perdio. Più evoluti, più colti, più buoni. Invece li rende meno intelligenti. Meno evoluti, meno colti, più cattivi. Nonché conformisti. Sì, conformisti. Per conformismo scialacquano il tempo e il denaro nelle discoteche, si drogano, si ammazzano e ammazzano con l’automobile. Per conformismo bruciano i cassoncini della spazzatura, saccheggiano i negozi e in nome degli <<espropri-proletari>> si portano a casa prosciutti e libri e cellulari e vini”.

Oriana Fallaci- Intervista a sé stessa. L’apocalisse.

Oh, cara Oriana, quanto c’hai ragione.
Il 90% della mia generazione è questo.
Il 90% della mia generazione fa le cose semplicemente per essere approvati.
Da chi poi? Dagli altri.
Ognuno di loro si sceglie il gruppetto a cui conformarsi, l’ideologia a cui aggrapparsi e ragionano con le logiche altrui, con le logiche dell’alto che tanto critica e tanto elogia.
Ah, io non sono una che giudica, non sono una che spara e sputa contro gli altri. Cerco sempre di comprenderli, di scovare le dinamiche che li hanno portati a  determinate azioni. Inutile dire che la responsabilità è in minima parte dovuta alla loro debolezza, alla loro fragilità e in gran parte all’ intero sistema che schiaccia, che comanda i pensieri, che con le sue assurde regole ha standardizzato la mia generazione, solo marionette inconsapevoli, marionette che hanno trasformato la loro fragilità in convinzione, convinzione che altro non è che una forma estrema di ipocrisia. Quando parlo di sistema io non mi riferisco solo alla politica, alle istituzioni, io mi riferisco a tutti i sottosistemi della nostra vita: famiglia, gruppo di amici, mass media, comunità.
Più li osservo, più vedo ragazzi che, in tunica a strisce bianche e nere, sono rinchiusi nelle loro celle, nelle loro gabbie, e non lo sanno. Lì sembrano sorridenti, divertiti, convinti. Fanno i loro comizi, portano avanti le loro idee. Gran giusta cosa portare avanti le proprie idee, ma le proprie, non quelle che ti hanno fatto credere, non quelle che ti hanno imposto.
Guardali lì.  Ci sono quelli che vogliono per forza renderti uguale , identica a loro. Quasi come se il diverso li desse fastidio.
Poi ci sono quelli che parlano, parlano … e non concludono mai nulla.
Ah, ma quelli che proprio non tollero, per quanto mi sforzi, son quelli che gridano ai quattro venti di essere contro corrente, ostentano la loro superiorità d’animo. Ogni volta si appellano a sentimenti nobili, rari. A sentimenti intimi, fatti di dolore, di solitudine, di ferite che non si possono comprendere. Insomma si appoggiano all’immagine da martire e credono di andare aventi con quella.
Si nascondono tutti. Chi dietro le ideologie, chi dietro i sentimenti nobili, chi dietro la propria infelicità. Ma mi facciano il piacere.
Vi siete comportati da stronzi? E ditelo, cavolo. Assumetevi le vostre responsabilità. Non giustificatevi in continuazione !!
Siete gelosi? E ditelo, cavolo. Non uscitevene fuori con la storia : <<No, in questo momento sono nervoso, perché la mia vita è brutta …>>
Cara Oriana, ma secondo te l’ipocrisia che dilania tra tutte le generazioni, avrà mai una fine ?  Stanno tutti nella ragione. Sono tutti buoni, tutti carini, tutti altruisti. Nessuno che dichiara di essere un pezzo di merda, e se lo fa è perché anche lì, in quel caso, lo sta facendo per piacere agli altri, per essere approvato.Oramai è tutto un processo di assimilazione, di omologazione. Le persone hanno paura. Paura di restare soli. Pensa che anche in Psicologia della salute  si dice che le persone ostili, prive di sostegno sociale, sono maggiormente a rischio di stress e di altre patologie. Ci hanno insegnato ad instaurare relazioni. E io non condanno questo, figuriamoci. Io condanno il fatto che il 90% delle generazioni, mia, tua e di altri, per stringere relazioni ha violentato la propria natura che mira a distinguersi non ad assimilarsi , ha violentato il proprio cervello, che si è adeguato al contesto in cui è cresciuto, che nella stessa ribellione si è adeguato poi ad altri contesti. Ed io non ci sto. Preferisco esser additata come pesce fuor d’acqua, inconsapevole del fatto che in realtà è lui ad esser fuor d’acqua di me, ad annaspare, ad ansimare, a sopravvivere, mentre io sto giù, in fondo, nell’oceano, sola.

«Ho voluto la mia solitudine
sono senza amore, mentre, barbaro
o miseramente borghese, il mondo è pieno,
pieno d’amore…
e sono qui solo come un animale
senza nome: da nulla consacrato,
non appartenente a nessuno,
libero di una libertà che mi ha massacrato»

Pier Paolo Pasolini

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